LAVORO INTERIORE

scuola-dei-5-elem

Il lavoro Interiore alla Via Marziale dei Cinque elementi.

Il lavoro Interiore alla Via Marziale dei Cinque elementi si esplica in diversi punti: Concentrazione, Visualizzazione, Silenzio Interiore,  Meditazione,  Consapevolezza,  Lavoro Onirico.

 

IMG_20160609_202236

La “concentrazione su un oggetto”.

Nello yoga questo esercizio viene chiamato: -… “Trataka che implica guardare fisso a un punto o oggetto particolare senza battere le palpebre. Sebbene questo sia uno dei sei esercizi di purificazione, è inteso principalmente per sviluppare la concentrazione e la focalizzazione mentale.”

 

scuola-marziale-dei-5-elementi
La concentrazione e la visualizzazione di un simbolo.

Fissare lo sguardo in modo rilassato, senza battere le palpebre fino alla lacrimazione, poi chiudere gli occhi e visualizzare il simbolo.

SHAMATHA

La concentrazione è una attenzione consapevole su un “oggetto”, senza che pensieri od emozioni affiorino alla mente, distraendola. Tale attenzione non è forzata o stressante ma rilassata. In talune pratiche orientali questo particolare stato viene definito: Shamatha.

Si possono individuare 10 stadi dello sviluppo di Shamatha:

  • Attenzione rivolta all’oggetto: qui si sviluppa l’abilità di focalizzarsi su un dato oggetto;
  • Attenzione continuativa: si può mantenere con continuità l’attenzione su questo oggetto per almeno un minuto;
  • Attenzione risorgente: ci si riprende velocemente appena ci si distrae dall’oggetto;
  • Attenzione ravvicinata: non ci accade più di dimenticare completamente l’oggetto dell’attenzione;
  • Attenzione domata: incominciamo a provare piacere nella “concentrazione univoca”;
  • Attenzione pacificata: non vi è più alcuna resistenza all’allenamento dell’attenzione;
  • Attenzione pienamente pacificata:  si acquietano l’attaccamento, la malinconia, l’indolenza;
  • Attenzione univoca: il samadhi diventa continuo senza cadere preda dell’eccitamento o di un eccesso di rilassamento;
  • L’equilibrio dell’attenzione: samadhi impeccabile senza alcuno sforzo;
  • Shamatha: si mantiene lo stato precedente per almeno 4 ore.
PURIFICAZIONE TRAMITE BATTUTA DELLE MANI

purificazione

La purificazione tramite battuta delle mani, è una pratica che si svolge sia all’inizio che alla fine di questa pratica marziale. Nella posizione in ginocchio si raggiunge l’assenza di pensiero, lasciandosi assorbire dallo stato di quiete. Si uniscono lentamente le mani davanti al cuore, poi la mano destra scivola lentamente su quella sinistra con un angolo  di 15-30 gradi e le braccia avanzano formando un angolo di 45 gradi. Il suono prodotto è secco e rumoroso, penetrante ed eccheggiante. Si può ripetere la battuta una seconda volta. Il suono chiaro e secco prodotto dalla battuta delle mani ha lo scopo di disperdere rapidamente le vibrazioni negative stagnanti, in disarmonia con l’ambiente. Dopo le battute a scopo di riunificazione nel proprio Sè, si uniscono le mani per il saluto.

LA DOMANDA IMPOSSIBILE…

Il Silenzio Interiore,

il vuoto mentale,

l’assenza di pensiero..

E’ possibile fermare la mente?

Nella Via Marziale dei Cinque Elementi, si lavora molto sulla ricerca del Silenzio Interiore. Diverse pratiche possono aiutare in tale obiettivo, come la Concentrazione su un oggetto sopra esposta.

Qualora si voglia favorire invece uno stato meditativo “senza seme” ossia senza un oggetto su cui meditare, è utile entrare in uno stato particolare

di ascolto,

di  “attesa”.

Questo attimo di annullamento dei pensieri è sempre stato agognato  in ogni disciplina marziale. in questo stato prende il sopravvento la parte più profonda e vera di noi stessi.

Ma cosa genera questo stato particolare…

si può oggettivare nella nostra mente durante la breve pausa, in un discorso di una persona autorevole,

forse quando, in una particolare situazione, sentiamo un rumore sconosciuto,

o quando nel buio avvertiamo una sensazione di allerta,

o nel momento in cui, ci viene posta una domanda che crea un impasse mentale… La domanda impossibile.

RIPETIZIONE DELLA SILLABA “OM”

consapevolezza-9

Molto utile per raggiungere il vuoto mentale è la ripetizione della sillaba “OM”. Nella tradizione Induista e nella pratica Yogica rappresenta il suono originale della creazione .

In questa sillaba composta da tre lettere  (AUM) si ritrova l’aspetto trinitario della Vita:  Creazione, Conservazione, Dissoluzione.

Il recitare questa sillaba consente di entrare  in contatto con la parte più profonda del nostro essere, creando il vuoto mentale dato da una mente rilassata e rallentando il flusso di pensieri che normalmente ci assillano.

La posizione deve essere comoda, la schiena dritta ma con un sostegno che permetta il massimo rilassamento senza cadere nel torpore.  Puè essere effettuata sia seduti su una sedia che a gambe incrociate, meglio in ambiente naturale. La ripetizione della sillaba non è sincronizzata con il respiro ma viene ripetuta mentalmente in modo lento e “con leggerezza”,  nel frattempo che il corpo si rilassa.

Durante  questo procedimento i tempi di vuoto mentale aumentano e lì,  la ripetizione va a rallentare fino a fermarsi, per riprendere poi in modo naturale e senza sforzo quando  la quiete per qualche ragione si perde.

Il tempo  di interiorizzazione è molto soggettivo, ma dopo mezz’ora di immobilità è più facile sentire il cambio di stato.

IL LAVORO SULLA CONSAPEVOLEZZA

 

Per compiere un lavoro ci vuole energia. Per un lavoro intenso necessitiamo di tanta energia.

E’ per questo che risulta indispensabile eliminare gli sprechi dati da blocchi emozionali e aumentare la propria energia interna. A tale scopo è fondamentale lavorare contemporaneamente, sulla RESPIRAZIONE  e sullo YOGA per sbloccare  energia  altrimenti sprecata e sulle  TECNICHE ENERGETICHE  per accumularla nei vari centri.

Se volessimo definire il termine “ Consapevolezza” potremmo dire che è:  – uno stato di “presenza totale” nell’attimo che stiamo vivendo-.

Chiariamo anche il significato di “presenza”, che può trarre in inganno:

Non significa tanto essere coinvolti totalmente in qualsiasi cosa facciamo, quanto “sapere in ogni istante  chi siamo realmente e cosa sta accadendo …” è come se ci vedessimo da fuori mentre stiamo vivendo quel momento.

consapevolezza-13

Se riflettiamo sul perché manchiamo di Consapevolezza nel corso della nostra esistenza, possiamo individuare diversi fattori ad esempio:

  • Le preoccupazioni sul lavoro che ci assillano;
  • Il fantasticare, nei momenti di pausa o in attività meccaniche come il camminare…
  • Lo stato di  passività nel guardare o ascoltare persone o eventi;

A ben vedere questi ed altri esempi, possono essere riassunti in un unico fattore:  Le diverse emozioni  che ci catalizzano e governano, che ci trasportano nel passato o nelle nostre fantasie  e ci fanno vivere o rivivere situazioni positive o negative. Queste ultime vanno ad influire sulla nostra percezione della realtà vissuta in quel momento.

Le emozioni fanno parte della nostra vita, per questo non vanno né allontanate né rimosse, ma riconosciute e soprattutto non confuse con le “sensazioni” fisiche.

Il primo lavoro di consapevolezza consiste “semplicemente” nel rendersi conto di quando sorgono le emozioni  ( sono sempre collegate ad una reazione fisica interna o esterna) e del perché…   non è semplice ma possibile.

CONSAPEVOLEZZA IN SITUAZIONE DI QUIETE

Nel corso della giornata un primo esercizio è ritagliarsi un po’ di tempo per sé, mettersi in una posizione comoda e sentire  il proprio corpo che si rilassa, (magari calore o un formicolio) segmento dopo segmento, dalla testa ai piedi. Qui vi sarà il riconoscimento delle “sensazioni”.

Successivamente noteremo i particolari dell’ambiente circostante cercando di notarne il più possibile senza dare giudizi o iniziare speculazioni mentali  perlopiù dannose.

CONSAPEVOLEZZA IN SITUAZIONE DI AZIONE

Sappiamo tutti che essere consapevoli in un momento di tranquillità è abbastanza semplice, più difficile è rimanere presenti in una situazione diversa: mentre compio un lavoro, mentre sono tra la gente, mentre sono coinvolto emotivamente.

consapevolezza-4

Iniziamo il secondo esercizio mentre siamo da soli, ma non più da distesi o seduti a gambe incrociate, ma  mentre lavoriamo o camminiamo o mentre svolgiamo una qualsiasi altra azione non pericolosa: sentiamo i nostri passi? Sentiamo lo sforzo dei nostri muscoli e il nostro respiro? Notiamo qualsiasi cosa i nostri sensi rilevano. Questa pratica presa nel verso giusto più essere anche divertente.

consapevolezza-10

Il terzo esercizio sarà uguale al secondo, con la differenza che magari sarò tra la gente o starò parlando con una persona che mi catalizza rendendomi momentaneamente inconsapevole .

LE EMOZIONI

Le emozioni spesso hanno le loro radici nel passato. Quando esse ci attanagliano è difficile portare a termine il compito, ma all’inizio è sufficiente fare una riflessione su quanto accaduto, magari appena  finito il loro l’influsso. Questa riflessione non è un fallimento ma un primo passo verso la Consapevolezza. Dobbiamo cercare di anticipare progressivamente l’azione di  “riflessione” fino ad evitare  l’inconsapevolezza del vortice emotivo (rabbia, paura, tristezza,  per dirne alcune).

Anche le emozioni cosiddette “positive” devono essere riconosciute, ma crediamo che all’inizio  il lavoro deve essere fatto su quelle che recano maggiori danni nella nostra vita.

Il nostro obiettivo è quello di trasformare degli esercizi che si compiono alcune volte al giorno in una pratica continua che ci rende consapevoli  e perciò padroni di ogni attimo della nostra vita.

RICORDIAMO SEMPRE CHE LA CONSAPEVOLEZZA E’ UN “ATTO DI EQUILIBRISMO”, NON DOBBIAMO PRETENDERE  DI NON CADERE MAI, MA DOBBIAMO ESSERE FELICI SE PIAN PIANO I TEMPI DI CENTRATURA AUMENTANO…

IL LAVORO ONIRICO

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Il lavoro sulla Consapevolezza che svolgiamo quotidianamente è importantissimo ma diamo per scontato che dopo una giornata di ricerca della “Consapevolezza” ci meritiamo un po’ di sano riposo. Una pausa che dura all’incirca un terzo della nostra vita. In breve ogni notte chiudiamo gli occhi e ci dissolviamo nel sonno. Ciò avviene senza paura, anche se tutto ciò che conosciamo come “io” sparisce. Dopo un breve periodo di sonno  si manifestano nella mente delle immagini,  inizia il sogno .

Ogni notte la “dimensione della realtà” svanisce e rinasciamo nella nuova “dimensione onirica”, perdendo e poi ritrovando il nostro senso del sé.    Questo per noi è scontato.    Lì, viviamo una vita diversa con gioie e dolori che ci sembrano  altrettanto veri ed emozionalmente forti come fossimo nella vita da svegli.

Al mattino in genere scordiamo o minimizziamo l’esperienza vissuta.

I terzo della nostra vita che passiamo dormendo può essere usato per continuare il lavoro sulla Consapevolezza.

Se lo facciamo, la libertà e la flessibilità aumentano progressivamente e le preoccupazioni e le distrazioni abituali incideranno meno nella nostra vita.

Sviluppiamo una presenza stabile che ci permette di scegliere in modo più efficace risposte positive a tutto ciò che sorge.

L’obiettivo è quello di creare una continuità di coscienza che ci fa mantenere piena consapevolezza nel sogno come nella vita da svegli. A quel punto il sogno può essere condotto e vissuto in modi creativi e positivi.

Queste esperienze spesso cambiano drasticamente la nostra visione della vita e della morte .

PRATICA ONIRICA

La pratica onirica inizia da svegli.

E’ il lavoro per la Consapevolezza esposto precedentemente con un’attenzione particolare alla realtà o “dimensione” che stiamo vivendo…

In qualsiasi momento della giornata, quando me ne rendo conto (il più possibile) posso verificare se sono in una di queste situazioni:

  1. Cosa sto facendo? Sono in stato di veglia o sto sognando?
  2. Sto fantasticando? (sognare a occhi aperti);
  3. Sono in preda ad un’emozione? (Lo senti perché ad essa è collegata una risposta fisica involontaria anche debole: tachicardia, accelerazione del respiro, oppressione al torace, farfalle nello stomaco, intestino in subbuglio, euforia, scarica di adrenalina…

Il primo  semplice lavoro che si può compiere è “riconoscerle”. Spesso ciò, fa uscire dalla loro influenza e riporta alla Consapevolezza.

Nel caso questo lavoro avvenga nel sonno si può avere ad esempio esperienza di un “sogno Lucido” in cui si sa di stare sognando, e qui inizia un nuovo campo di esplorazione…

PAGINA IN ALLESTIMENTO